Intervista rilasciata all'Unione Sarda dal Dott. Mario Cesare Secci, Presidente dell'Associazione Art. 32 APS
"L'Associazione Art. 32 APS denuncia da tempo una situazione che ormai ha superato ogni limite di tollerabilità. Le liste d'attesa nella sanità sarda sono diventate incompatibili con il diritto costituzionale alla tutela della salute e stanno generando disuguaglianze sempre più profonde tra chi può permettersi di pagare e chi, invece, è costretto ad attendere mesi o addirittura anni per una visita o un esame diagnostico.
Il caso segnalato di un cittadino che ha ricevuto un appuntamento per una colonscopia a dicembre 2027 rappresenta l'emblema di un sistema che rischia di negare concretamente il diritto alle cure. Di fronte a tempi simili, una diagnosi precoce diventa impossibile. Se una persona avesse una patologia oncologica del colon, arrivare all'esame dopo anni significherebbe compromettere gravemente le possibilità di cura. Con una provocazione amara ma purtroppo realistica, viene da dire che a dicembre 2027 potrebbe essere troppo tardi perfino per salvare la vita del paziente.
Alla nostra associazione continuano ad arrivare segnalazioni di cittadini affetti da patologie oncologiche e croniche che si vedono costretti a ricorrere alla sanità privata per effettuare controlli e visite indispensabili nei tempi prescritti dagli specialisti. Molti di loro sostengono spese ingenti perché il sistema pubblico non riesce a garantire percorsi assistenziali adeguati e continui.
Particolarmente grave è il fenomeno delle cosiddette 'agende chiuse', che impediscono persino la prenotazione delle prestazioni, lasciando i cittadini senza alcuna certezza sui tempi di accesso alle cure. A ciò si aggiunge il problema dei budget che in molte strutture convenzionate risultano esauriti già a metà anno, con la conseguenza che migliaia di pazienti vengono rinviati ai mesi successivi o indirizzati verso il pagamento diretto delle prestazioni.

La salute non può diventare un privilegio riservato a chi ha disponibilità economiche. Chiediamo alla Regione Sardegna e alle autorità sanitarie interventi immediati e straordinari per abbattere le liste d'attesa, garantire la piena trasparenza delle agende di prenotazione, eliminare le chiusure ingiustificate delle stesse e assicurare risorse adeguate affinché le prestazioni vengano erogate nei tempi clinicamente appropriati.
Non servono più annunci o promesse: servono risultati concreti. Ogni giorno di ritardo può tradursi in una diagnosi mancata, in una malattia che peggiora o, nei casi più gravi, in una vita che si sarebbe potuta salvare. La sanità pubblica deve tornare a garantire cure tempestive, accessibili e uguali per tutti i cittadini sardi."

Mario Cesare Secci
Presidente Associazione Art. 32 APS per il Diritto alla Salute, Prevenzione e Buone pratiche.
